Facebook e i millennials: un rapporto complicato

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Cosa accadrebbe se Facebook cominciasse a perdere gli utenti che lo hanno reso il social indiscusso per anni?

Probabilmente modificherebbe il suo stato sentimentale in “complicato”, sebbene i dati dimostrino che gli utenti attivi su Facebook ogni giorno siano 24 milioni solo in Italia. La statistica che preoccupa di più è quella relativa all’età: sembra che i Millennials e la Generazione Z non siano più così disposti a condividere la propria vita con quella degli altri su questo social network.
Alcuni di loro si rifugiano su altri social, come per esempio Instagram, che non lascia nulla al caso, ma che punta esclusivamente alle immagini e alle stories, oppure Youtube, che sforna influencer alla velocità della luce.

Facebook e i millennials: un rapporto complicato

Inizialmente si credeva che il problema derivasse dall’algoritmo impostato da Mark Zuckerberg, che preferiva la visualizzazione dei contenuti relativi alle pagine rispetto ai post degli amici.
Per questo motivo è stato creato un nuovo algoritmo che prevede l’esatto contrario.
Ma non solo: a partire da quest’anno i post degli amici avranno più visibilità e verranno punite le pagine che faranno uso di engagement bait, ovvero che inciteranno i propri follower a commentare o a condividere i post.
Se da una parte il buon caro fondatore di Facebook sembri avere a cuore il benessere e le interazioni sociali dei suoi utenti, dall’altro obbligherà le aziende a spendere più soldi per le sponsorizzazioni o a investire in contenuti creativi e ottimali. Del resto si sa: content is king. Tuttavia la situazione sentimentale tra il social network più utilizzato nel mondo e i suoi fruitori maggiori resta ancora incerta.

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Cosa allontana i Millennials da Facebook?

I millennials e la generazione successiva considerano Facebook un social sorpassato. La maggior parte di loro lo usa per abitudine e perché è un must sociologico essere presente su questo network. Il suo uso è soprattutto passivo e la funzione più utilizzata è quella dei gruppi, in cui i teenager e i ragazzi si divertono a condividere, ma soprattutto a leggere i post.
Ma c’è un motivo che spinge gli under 35 ad abbandonare Facebook e a fuggire verso altri social: la privacy. Sembra che la ricerca di privacy, tra i nativi digitali sia diventata fondamentale, soprattutto in un luogo virtuale dove tag e localizzazione la fanno da padroni. Inoltre su Facebook è quasi un obbligo aggiungere o seguire un parente o un amico, mentre su altri social è possibile evitare il problema.

E se fosse solo un problema di … moda? Non bisogna essere esperti per comprendere che le novità attirino. Le desideriamo e ci giochiamo finché non diventano noiose, per poi abbandonarle in vista di invenzioni più accattivanti. Oppure, da bravi marketer, potremmo anche parlare del ciclo di vita del prodotto. Dopo la sua creazione, crescita e maturità, ora potrebbe semplicemente essere nella fase del declino. Non resta che reinventare il prodotto e presentarlo di nuovo al pubblico.

Basterà solo un algoritmo per tutto ciò? Ai posteri l’ardua sentenza.

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